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Forme Pensiero


Le Forme Pensiero sono parole, frasi o espressioni verbali che esprimono una “verità”, e che ogni qualvolta vengono pensate o pronunciate ad alta voce, inducono nella mente la formazione di un’immagine concreta e realistica.

Tale immagine viene impressa nella memoria inconscia qualora, quando richiamata di continuo attraverso la ripetizione frequente dell’espressione che la evoca, finisce per costituire parte integrante di un modo di pensare, influenzando abitudini, stile di vita e  destino di una persona.

La forma pensiero è qualcosa di più che un semplice pensiero che attraversa la nostra mente: essa è una vera e propria credenza che ha affondato le sue radici nella parte più profonda del nostro essere, e che perciò è in grado di condizionare in modo incisivo il nostro agire. Di conseguenza, l’impatto che essa ha sulle nostre scelte di vita, sui nostri successi o fallimenti e sulle nostre relazioni con gli altri, è determinante.

Come nascono le forme pensiero?

Le forme pensiero sono manifestazioni verbali di programmazioni della mente inconscia: ne fanno parte i modelli educativi assorbiti  dall'ambito familiare, religioso o scolastico; modi di dire che riflettono un certo tipo di mentalità, con i quali siamo abituati a convivere da sempre; stereotipi; credenze, e così via che col tempo hanno fatto presa nella nostra memoria emozionale ed ora esercitano potere su qualunque nostra scelta di vita ( affettiva, lavorativa, sociale, finanziaria …)

Le disgrazie non arrivano mai da sole; i soldi non fanno la felicità; il lavoro è sudore della fronte; è destino; chi fa da sé fa per tre … Sono solo alcune tra le innumerevoli forme-pensiero che siamo ormai abituati a sentire e utilizzare nel nostro linguaggio quotidiano.  Molte di queste espressioni siamo abituati a ripeterle meccanicamente e senza una reale intenzione o consapevolezza … in fondo, quanto può effettivamente  incidere sulle nostre vite un modo di dire acquisito?

In realtà, ciò che conferisce effettivo potere a queste forme verbali è il significato da esse acquisito nel momento in cui queste sono state impresse nella memoria inconscia.   Sulla base di ciò, le forme pensiero, pur se apparentemente innocue, manifestano di continuo i loro effetti nelle nostre vite, influenzando indirettamente il nostro modo di pensare, le nostre scelte, le nostre azioni.

Consideriamo ad esempio l’espressione il lavoro è sudore della fronte. L’utilizzo frequente di questa frase radica in chi la adotta la convinzione che il lavoro propriamente detto si può definire tale solo quando è sacrificio e fatica. Ecco che  inconsciamente le scelte lavorative saranno indirizzate su mestieri che ci faranno “faticare” per guadagnare.

Ciò ci fa vivere il lavoro come un peso, ma sappiamo in fin dei conti che è un peso indispensabile, necessario, e che non può essere altrimenti. Scarteremo in automatico tutte quelle alternative di guadagno che ci farebbero lavorare in modo più soddisfacente o gratificante, magari permettendoci di sfruttare le nostre inclinazioni naturali e le nostre passioni … e tutto ciò perché la nostra programmazione inconscia ci impedisce di accettare serenamente l’idea che il lavoro, al di là del suo significato primario di mezzo per mantenere un’indipendenza economica, può anche essere fonte di piacere, di gioia e realizzazione personale.

Di conseguenza, qualunque altra fonte di guadagno che non comporti fatica, sacrificio e sudore della fronte, automaticamente non sarà riconosciuta come “giusta”. Un’altra forma-pensiero abbastanza comune e dagli effetti potenzialmente devastanti è l’espressione nessuno mi ama  /  a nessuno importa qualcosa di me, con relative varianti.

Non è difficile immaginare il potere che una simile convinzione è in grado di esercitare su chi la adotta: l’immagine mentale che ne deriva, una volta radicata nel nostro sé profondo, costituisce una programmazione sfavorevole di portata significativa sul destino affettivo e relazionale di un individuo.  Possiamo quindi dedurre che, se le forme pensiero hanno un impatto così determinante sulla nostra vita, se di carattere sfavorevole esse possono limitarci anche fortemente, essere causa di infelicità, malessere e insoddisfazione.

Allo stesso modo però, se impiegate costruttivamente, magari sostituendo le vecchie credenze sfavorevoli con delle nuove, esse possono condurci verso il successo, la gioia ed il benessere, anziché il sacrificio, la rinuncia e il fallimento.  La programmazione inconscia è un meccanismo che funziona di continuo, e per l’intero  arco della nostra esistenza; ri-programmare la nostra mente è dunque possibile.

Sostituendo nella memoria emozionale le vecchie convinzioni sfavorevoli con quelle nuove, queste ultime entreranno naturalmente nei nostri meccanismi di pensiero, e conseguentemente nelle nostre abitudini e scelte di vita. E le scelte di vita, si sa, sono quelle che decidono il destino di un individuo.

Ecco che l’espressione il lavoro è fatica e sudore della fronte può diventare: il lavoro è ciò per cui mi realizzo su questa Terra,non è fatica ma piacere. Nessuno mi ama, a nessuno importa qualcosa di me può diventare: c’è sempre qualcuno pronto a girare lo sguardo verso di me. Ho sempre dato tanto e ho ricevuto niente: tutto quello che ho dato lo sto ricevendo un po’ per volta .

Il processo di visualizzazione tramite forme-pensiero potrà all'inizio richiedere una certa fatica mentale, dovuta tutt'al più ad uno sforzo di attenzione nel controllare l’utilizzo delle espressioni verbali che usiamo d’abitudine e nel correggerle, modificandole a nostro favore. Ma facendo in modo di rendere abitudine questa correzione, contribuiremo alla creazione di un’ immagine mentale nuova e positiva, che nel momento in cui andrà a soppiantare quella originaria diventerà la nostra nuova credenza.

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