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Mania di Perfezionismo: sintomi e Cause

Quella sensazione costante di non essere mai abbastanza, di non riuscire a fare mai abbastanza … quel senso di colpa inspiegabile che ti prende quando hai la sensazione di aver deluso qualcuno …

La mania di perfezionismo è una crepa nell’anima, è come una vocina maligna che sta lì, a ripeterti in continuazione: “Avresti potuto fare di meglio!”, mortificando ogni tuo sforzo, risultato o iniziativa e facendo evaporare occasioni di soddisfazione personale, appagamento e auto -realizzazione. Chi soffre di perfezionismo è incapace di riconoscere o valutare un proprio merito, non è cosciente del proprio effettivo valore come persona, come partner, come amico, genitore, figlio o professionista.

Spesso l’attitudine al perfezionismo viene fraintesa ed erroneamente scambiata per un carattere difficile e incontentabile, ma in realtà è qualcosa di ben più profondo: è una estremizzazione della realtà causata da un modo distorto di relazionarsi.

Chi è sempre così severo e intransigente con se stesso, nella maggior parte dei casi ha dovuto confrontarsi in passato con persone altrettanto intransigenti e difficili da accontentare ed è stato a sua volta bersaglio di critiche, alimentando un perenne senso di colpa e la convinzione di non essere mai all’altezza. In tutti i tipi di rapporto, il perfezionista è convinto che verrà amato, apprezzato e accettato (o stimato professionalmente) solo se farà di tutto per adeguarsi a parametri di giudizio stabiliti da altri.

Sentimenti come l’amore, l’affetto, la stima e l’amicizia comportano un’ accettazione dell’altro, e il perfezionista questo lo sa: tuttavia egli è convinto che sarà amato e accettato soltanto se riuscirà a rendersi degno, impegnando tutto se stesso a soddisfare aspettative e desideri altrui e a rincorrere mete (non importa se irraggiungibili) perché  ha imparato a concepire ogni cosa, comprese persone e relazioni, come un premio da vincere.

Le situazioni emozionali che generano un maniaco del perfezionismo hanno origine nell’infanzia,  in seno alla famiglia:


  • Genitori incontentabili che hanno trasmesso un modello di amore condizionato: ti vogliamo bene a patto che tu prenda  bei voti a scuola, raggiunga i risultati migliori o ti comporti come diciamo noi 
  • Il convivere con persone punitive che passano più tempo a criticare, minacciare e ammonire piuttosto che incoraggiare e premiare
  • Situazioni affettive altamente instabili che generano profonde insicurezze

Quali sono i segnali di mania di perfezionismo?


  • Sei molto critico nei riguardi di te stesso, sei particolarmente sensibile ai doveri morali e continui a ripeterti frasi del tipo “Dovrei fare meglio, avrei potuto/dovuto fare meglio”
  • Hai la tendenza ad auto- svalutarti, hai poca fiducia nelle tue capacità e tendi a sminuire le tue qualità anche di fronte ad altri
  • Sei emotivo e ipersensibile al giudizio degli altri, ti crei scrupoli di coscienza inesistenti, sei sopraffatto spesso dall’ansia di fare sempre meglio e di più e, man mano che raggiungi traguardi, te ne poni altri sempre più difficili e spesso fuori della tua portata
  • Tendi a considerare troppo le aspettative degli altri, a colpevolizzare i tuoi limiti e sottovalutare le tue esigenze, provando spesso sensi di colpa

La mania di perfezionismo è un’arma a doppio taglio poiché, se da un lato può sembrare uno sprone a rendere di più nello studio, nello sport o nella vita professionale, dall’altro è un forte ostacolo per la vita relazionale, perché il perfezionista non è in grado di concepire un modello di amore diverso da quello che ha appreso relazionandosi coi genitori. Finché continuerà a porsi traguardi irraggiungibili, qualunque forma di relazione sarà destinata col tempo a deteriorarsi, e lui a rimanere isolato.

E’ possibile guarire dal perfezionismo? I cambiamenti non possono avvenire da un giorno all’altro, poiché richiedono una lenta presa di coscienza e una de-programmazione di tutte quelle verità apprese su se stessi e sulle dinamiche di relazione.

Si guarisce dal perfezionismo quando si diventa consapevoli che:


  • l’amore non è un premio da meritare o una competizione da vincere, né un trofeo da conquistare o un debito da ripagare, ma è semplicemente un dono, e come tale può essere solo scambiato, dato e ricevuto senza alcuna condizione
  • Non esiste motivazione per amare o essere amati, e nel momento in cui si cercano motivazioni non si tratta di amore
  • I rapporti più stabili e duraturi si basano sulla reciproca tolleranza, sull’accettazione di quello che si è, sulla comprensione e non su un continuo dimostrare all’altro quello che si dovrebbe (o vorrebbe) essere.

Per concludere:

La mania di perfezionismo non è un pregio o un difetto del carattere, ma è un atteggiamento che nasconde ferite emozionali profonde, e che si sviluppa per effetto di modelli relazionali sbagliati appresi da piccoli. Il perfezionista è come un miope che interpreta la realtà, gli altri e perfino se stesso in modo distorto, e questo lo induce ad una serie di comportamenti che incidono profondamente sul suo modo di relazionarsi e sulla qualità stessa dei rapporti.

Alcuni atteggiamenti che possono rivelare mania di perfezionismo sono una forte autocritica, continui sensi di colpa nei confronti di se stessi o di altri, bassa autostima, ipersensibilità ai giudizi e inseguimento di mete al di sopra delle proprie possibilità umane. Spesso dietro il senso di colpa e il desiderio inconscio di autopunizione si nasconde una profonda convinzione di non essere meritevoli di fiducia,  magari perché in passato ci era stato insegnato che “esprimere la propria personalità è sbagliato”, e che gli altri sono meglio di noi a prescindere da ciò che dicono o fanno.

Liberarsi dalla schiavitù del perfezionismo richiede anzitutto un ridimensionamento dei propri limiti e una rivalutazione della propria identità, che è possibile solo attraverso una reinterpretazione dei concetti “dare e avere” che fanno funzionare una relazione.

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