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Ansia: è possibile guarirne?


Molte persone che soffrono di ansia mi rivolgono spesso la classica domanda, se sia possibile venirne fuori in modo definitivo, e cosa possono o dovrebbero esattamente fare per stare meglio. 

Rimedi contro l’ansia ce ne sono tanti a portata di mano. Troppi forse, per una forma di disagio che, se nella nostra società pare allargarsi così a macchia d’olio, probabilmente dipende anche un po’ da noi, che anziché cercare di arginare in modo attivo il problema, lo ingigantiamo, facendo esattamente poco o nulla per evitarle il primo posto nella famigerata classifica dei mali psicosomatici.

Perché allora, nonostante siano ovunque reperibili informazioni di ogni genere sull'argomento,  chi ne è direttamente colpito non riesce a venirne fuori? Perché non si sente mai parlare di testimonianze di guarigione definitiva?

Facciamo dunque un passo indietro, e chiediamoci cosa facciamo realmente noi, per guarire da questo disagio. Non è che forse ci impegniamo tanto, troppo, a cercare quei rimedi “usa e getta” da utilizzare unicamente nel momento del bisogno, quando l’attacco di panico è ormai imminente, o al sopraggiungere di quella solita stagione in cui sappiamo che certi sintomi ansiosi si riacutizzano?

Siamo alla continua ricerca di soluzioni, di risposte, di perché ai nostri malesseri, ma quando qualcuno ci mette di fronte ad una di quelle risposte, o ad un’opportunità per iniziare a riflettere seriamente sulla nostra condizione, la nostra sete di sapere è solo momentaneamente soddisfatta. Dopodiché, non ci soffermiamo più di tanto su ciò che abbiamo appena trovato e imperterriti proseguiamo oltre, alla ricerca di nuove conferme …
 
Perché dunque continuiamo a cercare all'esterno, da altri, ciò che in realtà possiamo trovare solo in noi stessi? Chi può conoscerci meglio di noi? E perché mai continuiamo a cercare a destra e a manca, senza provare a fidarci di una sola di quelle soluzioni, di intraprenderla e seguirla con costanza? 

Una soluzione non è tale solo se dà risultati immediati, a meno che non si stia cercando un palliativo. Dieci volte su dieci, un processo di guarigione richiede tempo, costanza, determinazione, sacrificio, e tanta forza di volontà. Avete mai visto qualcuno guarire improvvisamente, dall'oggi al domani, da un disturbo che lo affliggeva da mesi o anni?

 Intorno a noi c'è solo gente che si ammala di ansia, ricorre a una pillola, una terapia, si sente meglio, decide che non è più il caso e smette; si riammala, e di nuovo ricorre a un rimedio, fino a che non sta meglio di nuovo e così via, in un circolo senza fine …

E’ sicuramente meno impegnativo, crogiolarsi nei propri disturbi e riporre tutta la propria fiducia in un farmaco, in un terapeuta, in un determinato metodo, e dimenticare che quelli sono solo degli stimoli di partenza, degli input che ci indicano verso quale direzione intraprendere il nostro percorso di guarigione. Mentre a noi, e solo a noi, sta tutto il lavoro e l’impegno e la responsabilità di guarire!

Addossare a fattori esterni la responsabilità di ciò che ci succede, ci rende davvero impotenti di cambiare le cose! Come possiamo infatti intervenire su qualcosa che dipende da altri? 
Ben diverso è invece prenderci la responsabilità diretta delle nostre reazioni, del nostro modo di affrontare la vita e dello spirito con cui cerchiamo una soluzione: questo ci rende davvero liberi di cambiare le cose!

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Commenti

  1. Siete tutti invitati all'incontro Skype di fine estate "Quando l'ansia ti prende per la gola" : http://nuovo-orizzonte.blogspot.it/2015/09/evento-skype-di-fine-estate-quando.html

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